La lista delle migliori salite del ciclismo in Italia

Se non vedi l’ora di salire sulla tua bicicletta e affrontare sfide entusiasmanti, questo articolo ti può essere molto utile.

Nei seguenti paragrafi trovi descrizioni e principali caratteristiche di 10 (+1) grandi salite del ciclismo in Italia. 

Ecco il nostro elenco delle top salite del ciclismo italiano

1. Stelvio

Il Passo dello Stelvio, noto anche come Cima Coppi, è una sfida leggendaria nel ciclismo, accessibile da tre versanti distinti

Il percorso valtellinese da Bormio, caratterizzato da 40 tornanti, presenta una serie di curve impegnative che testano la resistenza dei ciclisti. 

Il versante altoatesino, che parte da Prato allo Stelvio, è notoriamente il più duro, con 48 tornanti che aumentano di difficoltà man mano che si avvicina la vetta. 

Infine, dal versante svizzero della Val Müstair, i ciclisti affrontano una salita tortuosa con tornanti che sfidano la tenacia fino a ricongiungersi con il tracciato di Bormio. Questi percorsi rendono il Passo dello Stelvio una delle salite più esigenti e iconiche del ciclismo, celebre per i suoi panorami e le estreme sfide ciclistiche.

Caratteristiche tecniche (versante Bormio):

2. Mortirolo

Il Passo del Mortirolo è un altro gioiello del ciclismo, noto per la sua estrema difficoltà e i panorami mozzafiato della Valtellina. 

Il percorso che inizia da Mazzo di Valtellina è particolarmente impegnativo, con una serie di tornanti che testano i limiti dei ciclisti, sfidandoli con pendenze che raggiungono livelli estremi. 

Un'alternativa meno severa parte da Grosio, offrendo una salita più dolce con meno tornanti e pendenze moderate, ideale per coloro che cercano un'esperienza meno estenuante ma altrettanto gratificante dal punto di vista paesaggistico. 

Entrambi i versanti del Mortirolo offrono una sfida significativa e panorami spettacolari, rendendolo una delle ascensioni più iconiche per gli appassionati di ciclismo.

Caratteristiche tecniche (da Mazzo di Valtellina):

Mappa dell'itinerario ciclistico salita del Mortirolo
Itinerario ciclistico salita del Mortirolo

3. Madonna del Ghisallo

La salita alla Madonna del Ghisallo è un'icona per gli appassionati di ciclismo, perché unisce la prestazione sportiva al significato culturale. 

Il percorso inizia a Bellagio (CO) e sale fino al santuario dedicato alla protettrice dei ciclisti. Il tratto iniziale è il più impegnativo, ma poi il percorso diventa più vario, con alcuni tratti più morbidi e discese. 

In cima, oltre al santuario, si trova un museo del ciclismo ricco di cimeli storici, inclusa una vasta collezione di maglie rosa. Il Monumento al Ciclista completa il luogo, rendendolo un punto di riferimento per la passione ciclistica e la devozione.

Caratteristiche tecniche (da Bellagio):

4. Monte Zoncolan

Situato nella regione del Friuli-Venezia Giulia, il Monte Zoncolan è una delle salite più impegnative nel panorama ciclistico. La scalata da Ovaro è particolarmente ardua, con tratti che sfidano anche i ciclisti più allenati. 

La strada inizia con segmenti ripidi che immediatamente mettono alla prova e man mano che si procede, si trasforma in un lungo rettilineo che si erge come un vero muro, richiedendo tenacia e resistenza. Verso il vertice, il percorso include brevi gallerie che offrono un temporaneo rifugio prima dell'ultima spinta verso la cima. 

Conquistare il Zoncolan è un vero test di resistenza e determinazione, che, però, regala un panorama spettacolare e la gratificante sensazione di trionfo.

Caratteristiche tecniche:

5. Strada del Menador

La Strada del Menador è una delle salite più pittoresche del Trentino, notevole non solo per la sua sfida sportiva ma anche per gli spettacolari panorami che si possono ammirare lungo il percorso. 

Partendo da Caldonazzo, questa strada serpeggia verso l'altopiano di Luserna e di Vézzena, offrendo vedute incantevoli dell'Alta Valsugana e dei laghi di Levico e Caldonazzo. 

Caratterizzata da una carreggiata stretta e tortuosa, ritagliata audacemente nella roccia, ogni curva apre a nuove e ampie vedute panoramiche, rendendo ogni metro di ascesa una scoperta visiva.

Caratteristiche tecniche:

6. Salita di Punta Veleno

Punta Veleno, situata a Brenzone del Garda nel Veneto, è famosa per essere una delle salite più impegnative del Lago di Garda. 

Il nome stesso suggerisce la difficoltà estrema del percorso, che si distingue per i suoi continui e severi tornanti senza respiro, inseriti in un contesto paesaggistico affascinante ma implacabile. 

Riconosciuta da ciclisti di fama come una delle ascese più ardue, Punta Veleno è un vero banco di prova per la resistenza e la determinazione, offrendo una sfida memorabile a tutti gli appassionati di ciclismo.

Caratteristiche tecniche:

7. Etna

La salita all'Etna da Linguaglossa a Piano Provenzana offre un percorso ricco di variazioni paesaggistiche e naturali. 

Iniziando con ampi tornanti immersi in una lussureggiante vegetazione, la strada sale gradualmente, presentando una transizione scenografica dai fiori di ginestra ai densi boschi di conifere. Superando la pineta Ragabo, il paesaggio cambia ulteriormente, svelando viste mozzafiato su colate laviche

Questo itinerario non solo sfida i ciclisti con la sua ascesa ritmica, ma li incanta con panorami che spaziano dalla natura rigogliosa ai suggestivi paesaggi vulcanici, culminando nell'arrivo a Piano Provenzana, una location spettacolare all'interno del comprensorio dell'Etna.

Caratteristiche tecniche:

8. Montecampione

La salita a Montecampione (Lombardia) parte da Colombine di Pian Camuno con un tratto attraverso il centro storico del paese, per poi affrontare i tornanti che conducono verso Solato e Vissone. 

Il percorso mantiene una pendenza costante nei primi chilometri, che si addolcisce leggermente una volta superata la località di Alpiaz. Questo dà ai ciclisti l'opportunità di recuperare fiato prima dell'ultima estenuante salita verso Plan di Montecampione

Arrivati alla meta i ciclisti sono accolti da una vista spettacolare e dal ricordo delle storiche competizioni che hanno animato queste strade.

Caratteristiche tecniche:

9. Salita di Superga

Situata a nord-est di Torino, la salita verso la Basilica di Superga parte da Sassi e si distingue per tratti impegnativi intervallati da brevi riposi. 

Il percorso si arrampica lungo la Strada Comunale di Superga, offrendo sfide intense con panoramiche mozzafiato del paesaggio circostante. Questa ascesa culmina al piazzale della Basilica, un punto di riferimento architettonico e storico che domina l'area con la sua grandiosa struttura barocca. 

Questo itinerario combina la prova fisica con l'opportunità di apprezzare la storia e la bellezza naturale di uno dei luoghi emblema del Piemonte.

Caratteristiche tecniche:

10. Salita al Santuario del Monticino - Granfondo Cassani

La salita verso il Santuario del Monticino inizia dalla stazione di Brisighella (RA) e rappresenta una parte significativa del percorso della Granfondo Cassani

Il percorso si snoda inizialmente attraverso tornanti che offrono viste panoramiche sulla valle del Lamone, passando tra una vegetazione rigogliosa e storiche ville. Prosegue costeggiando la Rocca dei Veneziani fino a raggiungere il Santuario del Monticino, punto di riferimento storico e spirituale della zona. 

Oltre il santuario, il percorso si apre nel parco della vena del gesso, un'area caratterizzata da calanchi e prati, offrendo scenari naturali di straordinaria bellezza fino a culminare in un crinale da cui si vede per fino il mare

Questa salita non solo mette alla prova le capacità dei ciclisti con il suo sviluppo impegnativo, ma li premia anche con la ricchezza del paesaggio che attraversa.

Caratteristiche tecniche:

(+1) Monte Grappa

La salita del Monte Grappa da Romano d'Ezzelino, provincia di Vicenza, è un percorso emblematico per gli appassionati di ciclismo. Questa impegnativa ascesa attraversa vari ambienti, dai boschi densi fino ai pascoli di alta quota, offrendo panorami incantevoli e un contatto diretto con la natura. 

Il percorso si snoda attraverso curve e tornanti che culminano alla vetta, dove si trova il Sacrario del Grappa, un monumento dedicato alle vittime della Grande Guerra. 

Ogni pedalata su questa salita non solo sfida fisicamente, ma immerge i ciclisti in un profondo senso storico, rendendo l'arrivo in cima un vero tributo al passato.

Caratteristiche tecniche:

Il passo dello Stelvio visto dall'alto, tra le migliori salite per i ciclismo in italia

Prova le salite del ciclismo vicino a Bormio

Ami il ciclismo su strada oppure sei appassionato di mountain bike? Allora dovresti provare a scalare il Mortirolo o lo Stelvio, godendoti itinerari suggestivi e mettendo alla prova la tua preparazione sportiva. 

Per rendere questa esperienza ancora più accessibile e piacevole, puoi sfruttare il servizio di noleggio bici da corsa a Bormio. Non solo ti permetterà di affrontare queste salite leggendarie con attrezzatura di qualità, ma ti offrirà anche la flessibilità di esplorare diversi percorsi senza il bisogno di portare la tua bici da casa.

Se invece sei interessato all'acquisto, puoi approfittare delle bici usate in vendita di Bormio Rental, tra cui troverai prodotti di alta qualità per ogni esigenza: E-bike, MTB, Downhill, Corsa e Gravel. 

Che tu stia cercando una robusta mountain bike per esplorare i sentieri o una bici da corsa leggera per le lunghe salite asfaltate, troverai sicuramente il mezzo a due ruote che fa per te.

Quando le temperature si fanno più miti dopo l’inverno comincia la stagione perfetta per una bella pedalata, ma per vivere ore piacevoli in sella è necessario farsi una domanda: 

Come vestirsi in mtb in primavera?

Bisogna tenere in considerazione che alcuni ciclisti sono più freddolosi, mentre altri sono più sensibili al caldo.

Inoltre, durante questo periodo dell'anno, le temperature possono cambiare drasticamente tra le prime ore del mattino e il pomeriggio.

Questo è particolarmente vero in montagna, dove si affrontano percorsi con drastici cambi di altitudine e di condizioni climatiche.

In questo articolo, condivideremo con te alcuni preziosi consigli su come abbigliarsi correttamente per le uscite in mountain bike. Continua a leggere per scoprirli.

Utilizzare Intimo Termico di qualità

Quando si tratta di andare in mountain bike in primavera, scegliere capi intimi termici di qualità come maglie, canottiere, calzamaglie, calze e pantaloncini è fondamentale per il tuo comfort e le tue performance. 

Questi indumenti facilitano l'evaporazione del sudore, mantenendo la pelle asciutta, caratteristica particolarmente importante quando le temperature sono variabili.

Infatti, l'intimo termico è realizzato con materiali tecnici che hanno proprietà traspiranti e termoregolatrici. Ciò significa che non solo permettono di eliminare il sudore prodotto durante la pedalata, ma aiutano anche a mantenere una temperatura corporea ottimale, adattandosi alle diverse condizioni climatiche che potresti incontrare durante un'uscita in mountain bike.

Questi indumenti sono progettati per essere indossati come strato a contatto con la pelle, che rimane asciutta anche durante sforzi intensi, riducendo la sensazione di freddo causata dal sudore, che invece impregnerebbe l’intimo tradizionale.

Quindi, indossare intimo termico di qualità in primavera è una soluzione ottimale per affrontare il mutevole clima primaverile e assicurarti un'esperienza piacevole durante le tue uscite in mtb.

Vestirsi a cipolla

Come tutti sappiamo, vestirsi a cipolla significa indossare diversi strati di abbigliamento, che possono essere facilmente aggiunti o rimossi in base alle condizioni climatiche. 

Questo approccio è particolarmente vantaggioso quando si pratica mountain bike in primavera, una stagione notoriamente caratterizzata da temperature variabili che possono cambiare rapidamente nel corso della giornata. 

Iniziare la mattina con un clima fresco e ritrovarsi al pomeriggio con temperature più alte è abbastanza comune. Vestirsi a cipolla permette di adattarsi a queste variazioni, garantendo un comfort costante durante tutto il percorso. 

Come vestirti a strati per la tua escursione in mountain bike?

Avere il giusto equilibrio di strati aiuta a regolare la temperatura corporea e prevenire il surriscaldamento o il raffreddamento, consentendo di pedalare più a lungo e con maggiore efficacia. Inoltre, indossare strati leggeri e aderenti riduce la resistenza al vento e migliora l'aerodinamica, contribuendo ulteriormente a migliorare l'esperienza complessiva.

come vestirsi per andare in montagna in primavera

Utilizzare le protezioni

Quando devi organizzare il tuo abbigliamento per un’uscita in mountain bike, devi ricordarti che proteggerti è fondamentale per percorrere in sicurezza sia strade trafficate sia sentieri isolati. 

Gli incidenti possono accadere a chiunque, indipendentemente dall'esperienza o dalle abilità. Le protezioni sono essenziali per attutire l'impatto e per proteggere le parti del corpo più vulnerabili.

Casco

Il casco è probabilmente la protezione più importante. Dovrebbe essere sempre indossato, indipendentemente dal tipo di percorso che si intende affrontare. 

Un buon casco da mountain bike deve essere omologato per garantire la resistenza agli urti, ma deve essere anche comodo, leggero e ben ventilato. 

Inoltre, è importante assicurarsi che il casco si adatti correttamente alla testa e che sia ben allacciato. Questo garantirà la massima protezione in caso di caduta.

Guanti

I guanti sono un altro elemento chiave dell'abbigliamento protettivo. Difendono le mani da abrasioni e impatti in caso di caduta

Inoltre, forniscono una presa migliore sul manubrio, migliorando il controllo della bicicletta. 

Esistono guanti specifici per mtb che offrono imbottiture extra nei punti critici, garantendo comfort e protezione.

Ginocchiere

Le ginocchiere sono particolarmente importanti quando si affrontano percorsi impegnativi di montagna, come il downhill. Tuttavia, sono utili in qualsiasi situazione in cui ci sia il rischio di cadere su superfici irregolari. 

Queste protezioni salvaguardano le ginocchia dagli impatti e dalle abrasioni, consentendo di pedalare in sicurezza anche su terreni difficili. 

Quando si scelgono le ginocchiere è importante optare per modelli che siano comodi e che non limitino la libertà di movimento.

Altre protezioni

Oltre a casco, guanti e ginocchiere, ci sono altre protezioni che possono essere utili a seconda del tipo di percorso. 

Gomitiere, protezioni per la schiena e persino pettorine possono fornire ulteriore protezione quando si affrontano itinerari particolarmente impegnativi.

Extra: Idratarsi molto durante la giornata

Quando si affrontano lunghe uscite in mountain bike, soprattutto in primavera, è essenziale mantenersi ben idratati. L'attività fisica intensa, combinata con temperature variabili, può portare a una rapida perdita di liquidi. 

L'idratazione adeguata è fondamentale per mantenere la concentrazione, prevenire crampi muscolari e garantire prestazioni ottimali.

Per idratarsi correttamente durante la giornata, è importante bere regolarmente acqua o bevande specifiche per lo sport. Oltre all'acqua, è utile integrare con sali minerali, che aiutano a reintegrare gli elettroliti persi con il sudore e a prevenire la disidratazione.

E ora non ti resta che metterti in sella!

Se stai cercando un posto dove sperimentare tutto questo in un ambiente mozzafiato, Bormio offre fantastici itinerari ed efficienti servizi che ti permettono di effettuare escursioni in mountain bike unendo sicurezza e adrenalina.

Scopri i percorsi per le tue escursioni mtb a Bormio e le offerte per il noleggio mtb e downhill.

L'alimentazione riveste un ruolo cruciale nel trekking, soprattutto se affronti percorsi lunghi e impegnativi che richiedono un apporto energetico adeguato. 

Adattare la dieta alle esigenze di un'escursione aiuta a mantenere elevate le prestazioni e garantisce un'esperienza tra i sentieri montani più soddisfacente e sicura. 

Continua a leggere per scoprire consigli utili sui cibi per il trekking e su come assumerli correttamente.

Per sapere invece come vestirti al meglio durante un trekking, leggi il nostro approfondimento.

Cosa mangiare prima di un'escursione

L’alimentazione per il trekking inizia già dalla sera prima. Il consiglio è di optare per una cena equilibrata, che includa carboidrati complessi, come quinoa, riso integrale o pasta, che forniscono energia prolungata. È altrettanto importante integrare proteine magre, come pollo o legumi, e verdure, per garantire un apporto bilanciato di nutrienti.

Per affrontare al meglio l'escursione è essenziale consumare una colazione abbondante, ma composta da alimenti facilmente digeribili

È una buona idea iniziare con il porridge di avena, che è un'ottima base per il suo rilascio lento di energia, ma anche con pane integrale e marmellata, che offrono una buona combinazione di carboidrati semplici e complessi per un'energia immediata e sostenuta. 

I biscotti sono anche una scelta pratica e nutriente, specialmente se accompagnati da una manciata di frutta secca, come mandorle o noci, che apportano grassi salutari e ulteriore energia.

Le uova, cucinate in modo semplice come sode o in camicia, forniscono proteine di alta qualità che aiutano a sostenere la muscolatura durante l'attività fisica. Per chi desidera un tocco di gusto, i salumi magri, ad esempio la bresaola o lo speck privo di grasso, possono essere un'aggiunta sapida ma leggera.

Questi alimenti, se ben bilanciati, contribuiscono a darti la giusta carica per l'escursione, mantenendo allo stesso tempo la leggerezza necessaria per goderti l'attività senza disagi. 

Assicurati di consumare la colazione almeno un'ora prima della partenza, per garantire una corretta digestione.

Cosa mangiare durante l’escursione

Durante l'escursione è necessario mantenere elevati livelli di energia senza interrompere troppo a lungo il cammino. 

Optare per cibi confezionati e facili da consumare è una scelta pratica ed efficiente. Le barrette energetiche sono ideali, perché sono compatte, nutrienti, veloci da mangiare e offrono un mix di carboidrati, proteine e grassi, essenziali per sostenere l'attività fisica prolungata.

Sono un’ottima scelta anche la frutta secca e frutti di bosco essiccati, snack ricchi di energia ma anche di grassi salutari e proteine, ma anche i biscotti, preferibilmente quelli integrali o energetici, e il cioccolato possono essere mangiati durante il cammino per avere un apporto calorico immediato e per un piccolo piacere goloso che rinvigorisce lo spirito. 

Questi alimenti, facili da trasportare e consumare, permettono di rimanere in movimento senza perdere tempo prezioso.

Tre persone sedute a un tavolo di legno all'aperto si godono un pasto salutare durante un trekking.

Cosa mangiare dopo 

Dopo un'escursione impegnativa un pasto adeguato dal punto di vista nutrizionale è essenziale per recuperare le energie spese e aiutare il corpo a riparare i tessuti muscolari affaticati. 

Bisogna reintegrare soprattutto i carboidrati, che hanno il compito di rifornire le scorte di glicogeno esaurite. 

Un piatto di pasta o riso, ma anche una minestra o una zuppa, magari accompagnato da una fonte di proteine leggere e verdure, è un'ottima scelta. Questi alimenti aiutano a bilanciare i nutrienti necessari per un efficace recupero fisico.

Sebbene le proteine siano importanti, è meglio non eccedere con carni pesanti o insaccati subito dopo l'escursione. Questi possono essere più difficili da digerire e potrebbero appesantire anziché aiutare il processo di recupero. 

Devi preferire fonti di proteine più digeribili come il pollo, il tacchino, o i legumi, che forniscono l'energia necessaria senza sovraccaricare lo stomaco. 

Integrare anche qualche frutto o uno yogurt può favorire la reidratazione e apportare ulteriori nutrienti utili per il benessere post-attività.

Cosa bere durante il trekking 

Rimanere ben idratati durante il trekking è fondamentale per mantenere le energie e prevenire disidratazione e crampi muscolari. 

Bere acqua frequentemente è essenziale, ma per le escursioni più lunghe o particolarmente impegnative, può essere utile assumere integratori a base di sali minerali. Questi integratori aiutano a sostituire gli elettroliti persi tramite il sudore e possono dare una spinta in più all'energia durante l'attività.

È necessario bere prima di sentire sete, continuando poi a idratarsi regolarmente con piccoli sorsi durante l'escursione. Anche dopo aver terminato il trekking bisogna continuare a bere per aiutare il corpo a recuperare.

Alimentazione tipo per una giornata di trekking

Ecco un esempio di cosa si può mangiare durante una giornata di trekking per essere sempre pieni di energie.

Colazione:

Pranzo:

Merenda:

Cena:

Cibi da portare per trekking di più giorni

Vediamo alcune idee per alimentarsi in modo equilibrato durante un trekking lungo, ipotizzando di pernottare in un rifugio o in un’altra struttura ricettiva e di camminare dalla mattina al tardo pomeriggio.

Menù tipo per un trekking di 5 giorni

Giorno 1:

Giorno 2:

Colazione: yogurt con granola e miele, omelette su fetta di pane integrale.

Pranzo: panino con arrosto di tacchino e ricotta, una fettina di torta di mele.

Merenda: barretta energetica.

Cena: couscous con verdure e pollo, frutta di stagione.

Giorno 3:

Colazione: porridge di avena con frutti di bosco, fetta di pane tostata con olio evo.

Pranzo: panino con prosciutto, formaggio e verdure fresche, una mela.

Merenda: 4 biscotti integrali.

Cena: risotto con funghi, piccola porzione di formaggio e fette di pera.

Giorno 4:

Giorno 5:

Ricorda che, indipendentemente dal menù quotidiano, è cruciale mantenere un'adeguata idratazione, come evidenziato nei capitoli precedenti.

Ora che conosci i fondamentali del cibo per trekking non ti resta che vivere un’emozionante estate a Bormio alternando riposo e relax a meravigliose passeggiate in alta quota.

Orientarsi in montagna può sembrare un'abilità riservata a specialisti altamente formati, ma in realtà, con gli strumenti giusti e le tecniche appropriate, anche gli escursionisti meno esperti possono imparare a muoversi con sicurezza tra i panorami alpini. 

In questo articolo scopriremo come utilizzare mappe, bussole e altimetro, strumenti essenziali per mantenere la giusta direzione, ma anche come sfruttare elementi naturali per camminare verso la tua meta senza problemi. 

Gli strumenti essenziali per orientarsi ad alta quota

Prima di avventurarsi in alta quota, è cruciale prepararsi adeguatamente e avere, oltre all'abbigliamento adatto e le scorte necessarie, strumenti per orientarsi in montagna.

Vediamo le tre cose che deve sempre avere un escursionista per garantirsi una camminata sicura in vetta.

Mappa topografica

Per interpretare e utilizzare efficacemente una mappa topografica in montagna, segui questi passaggi essenziali:

  1. Comprensione della mappa.
    • Leggi la legenda. Familiarizza con i simboli e i colori della mappa per comprendere le indicazioni relative a sentieri, corsi d'acqua, vegetazione, e altre caratteristiche del terreno.
    • Identifica le curve di livello. Impara a leggere le curve di livello, che connettono punti di uguale altitudine, per visualizzare la forma tridimensionale del terreno, come rilievi e depressioni.
  1. Orientare la mappa

Il modo migliore di farlo è usando la bussola, ma se non ce l’hai orienta la mappa allineando i punti di riferimento noti sulla carta (come cime, edifici, o incroci di sentieri) con quelli nel paesaggio reale.

  1. Pianificare e seguire il percorso.
    • Traccia il percorso. Scegli un percorso basato sulla tua analisi delle curve di livello e altri simboli topografici, evitando aree potenzialmente pericolose come pendenze eccessive.
    • Controllo costante. Mentre cammini, controlla regolarmente la tua posizione sulla mappa rispetto ai punti di riferimento fisici per assicurarti di mantenere il percorso corretto.

Bussola

Sapere come orientarsi in montagna con la bussola è davvero importante, perché questo strumento permette di: individuare il nord magnetico e di conseguenza tutti i punti cardinali, orientare la mappa topografica per allineare i dettagli geografici con il terreno reale, aggirare con efficacia gli eventuali ostacoli naturali. 

I passaggi fondamentali per utilizzarla sono i seguenti:

  1. Orientare la mappa.
    • Apri la mappa e posiziona la bussola sopra di essa.
    • Gira la mappa e la bussola insieme fino a quando la freccia della bussola non punta verso il nord sulla mappa. Assicurati che non ci siano interferenze magnetiche che possono alterare il funzionamento della bussola.
  1. Prendere una direzione.
    • Puntando la bussola verso un oggetto o un punto di riferimento specifico, ruota il disco rotante finché la freccia del nord non si allinea con la freccia magnetica della bussola.
    • Leggi l'angolo sul bordo della bussola, conosciuto come azimuth, che indica la direzione del punto di riferimento rispetto alla tua posizione attuale.
  1. Seguire una direzione.
    • Per seguire una direzione, imposta l'azimuth desiderato ruotando il disco della bussola. Assicurati che la freccia del nord sia allineata con la freccia magnetica.
    • Solleva la bussola al livello degli occhi e scegli un oggetto fisico (come un albero o una roccia) che si trova lungo la linea di mira della bussola.
    • Cammina verso quell'oggetto, mantenendo la freccia magnetica allineata con la marcatura del nord. Una volta raggiunto l'oggetto, ripeti il processo fino a raggiungere la tua destinazione.

Altimetro

Per orientarsi in quota e avere sempre coscienza di quanto si stia salendo o scendendo, occorre saper usare l’altimetro.

Le azioni da fare quando si deve impostare e consultare un altimetro barometrico sono:

  1. Calibrazione dello strumento.

Scegli un punto di riferimento geografico noto, come un rifugio o un incrocio di sentieri, e imposta l'altimetro sulla altitudine nota di quel punto. Questo passaggio assicura che l'altimetro sia sincronizzato con l'altitudine reale, migliorando l'affidabilità delle letture successive.

  1. Lettura delle curve di livello

Mentre percorri il tuo itinerario, confronta l'altitudine mostrata dall'altimetro con le curve di livello sulla mappa topografica. Questo ti aiuta a determinare la tua posizione verticale e a confermare che stai seguendo il percorso previsto, specialmente in zone con variazioni di altitudine significative.

  1. Considerazione delle condizioni meteorologiche

Ricorda che le variazioni meteorologiche possono influenzare le letture dell'altimetro a causa dei cambiamenti nella pressione atmosferica. In caso di variazioni del tempo, è opportuno ricalibrare l'altimetro su un altro punto di altitudine nota per garantire la precisione continua.

Quattro escursionisti seduti in cima a una montagna, si affacciano su un paesaggio panoramico per orientarsi.

Tecniche di orientamento in montagna senza usare la bussola

Se ti trovi in montagna ma hai dimenticato la bussola, puoi comunque orientarti sfruttando elementi naturali.

Durante il giorno, il sole è un prezioso alleato: sorge a est e tramonta a ovest, fornendo una buona indicazione delle direzioni cardinali. Posizionando un bastone in verticale e osservando il movimento della sua ombra, si può stabilire la linea est-ovest

La direzione dei venti, che spesso seguono modelli prevedibili in una data area, può essere usata per capire la posizione dei punti cardinali. Un esempio è il "Föhn", vento particolarmente noto nelle Alpi, che soffia da nord verso sud.

Inoltre, se hai la mappa, come ti abbiamo già suggerito, puoi individuare intorno a te punti di riferimento naturali, ad esempio un fiume o una cima, e orientare la tua camminata in funzione di essi.

Di notte, invece, puoi fare affidamento sugli astri. Nel cielo dell'emisfero settentrionale, la stella polare fornisce un riferimento costante verso il nord, facilmente identificabile grazie alla sua posizione nella costellazione dell'Orsa Minore. Nell'emisfero meridionale, la Croce del Sud indica il sud quando si estende il suo asse principale. 

Chiaramente, questo tipo di orientamento richiede una conoscenza profonda dell'ambiente circostante e una certa esperienza.

Leggendo questo articolo ti è venuta voglia di fare un’escursione per goderti in sicurezza le meraviglie della natura? Le montagne della Valtellina offrono panorami mozzafiato e percorsi affascinanti.

Scopri quali passeggiate in alta quota puoi fare durante l’estate a Bormio.

L'incanto del paesaggio invernale, con le sue montagne silenziose avvolte in un candido manto, rende le escursioni sulla neve una delle esperienze più magiche per gli amanti della natura

Per permetterti di organizzare trekking invernali che ti regalino grandi emozioni ma che siano sicuri, abbiamo raccolto in questo articolo una serie di consigli per ridurre i rischi legati alle uscite in montagna e anche alcune idee di luoghi che potrebbero affascinarti.

Come prepararsi per un trekking sulla neve: le regole base per un'escursione in sicurezza

Il trekking sulla neve è un'attività avventurosa che può offrire paesaggi mozzafiato e un profondo senso di connessione con la natura. Tuttavia, per godere appieno dell'esperienza ed evitare i pericoli, è essenziale seguire cinque regole base:

Conoscenza delle principali minacce alla sicurezza

Prima di tutto, è fondamentale avere una chiara comprensione dei pericoli specifici associati al trekking sulla neve:

È importante avere coscienza di questi rischi, per questo è importante frequentare corsi di formazione o chiedere informazioni a guide esperte. 

Preparazione fisica

Il trekking sulla neve richiede più energia e resistenza rispetto a escursioni su sentieri non innevati. 

È quindi consigliabile intraprendere un programma di allenamento specifico che includa cardio e esercizi di forza, concentrandosi in particolare sui muscoli delle gambe e sulla resistenza generale. 

Essere fisicamente preparati può aiutare a prevenire infortuni e stanchezza durante l'escursione.

Verifica del meteo

Controllare le previsioni meteorologiche è cruciale prima di qualsiasi escursione sulla neve. 

Il tempo può cambiare rapidamente in montagna, quindi è importante essere preparati per tutte le eventualità. 

Si consiglia di monitorare con attenzione il meteo, nei giorni precedenti l'escursione ma anche poco prima di partire, e di avere un piano di emergenza in caso di improvvise condizioni avverse.

Preparazione dell'itinerario

È essenziale pianificare il percorso con cura, tenendo conto delle proprie capacità e delle condizioni attuali della neve. 

Inoltre, definire chiaramente l'itinerario aiuta a restare sul percorso senza perdersi e a evitare zone potenzialmente pericolose. 

È anche importante comunicare a qualcuno le tappe e gli orari che si prevede di seguire.

Attrezzatura adeguata

Per un’escursione sulla neve è necessario vestirsi in modo corretto e avere con sé strumenti di sicurezza.

Consigliamo di partire avendo: abbigliamento termico adeguato, bastoncini da trekking, coperta isotermica, mappa o sistema digitale di navigazione, transponder gps, sonda e pala da neve.

Prepararsi attentamente per un trekking sulla neve aumenta il piacere dell'escursione e garantisce anche che l'avventura rimanga un ricordo positivo.

Escursioni sulla neve a Santa caterina
Photo credits: Outdoor Studio

Itinerari e paesaggi mozzafiato per indimenticabili passeggiate sulla neve

In Valtellina è possibile effettuare un’escursione sulla neve davvero suggestiva scegliendo uno degli itinerari del Parco Nazionale dello Stelvio.

Ad esempio, in Valdidentro c’è un percorso facile ad anello, adatto per tutta la famiglia, che parte da Arnoga e si addentra in una valle unica per la sua bellezza in ogni stagione, la Val Viola. 


Anche in Valfurva, partendo dalla Piazza Magliavacca di Santa Caterina si può percorrere un circuito semplice conosciuto come Sentiero delle Cappellette

Nel comprensorio di Bormio, inoltre, è possibile effettuare escursioni con guide alpine che permettono di raggiungere luoghi davvero suggestivi, come la vetta del monte Vallecetta. Questo trekking si svolge in una location incredibile, la cresta della montagna.
La partenza dell’escursione si trova sulla Cima Bianca a 3017 m di quota ed è raggiungibile facilmente con la funivia per Bormio 3000. Da lì si procede guidati fino alla meta camminando lungo il profilo del Vallecetta, vivendo un’esperienza mozzafiato.

Un altro luogo dal quale è possibile godere di un panorama esclusivo è la Pedemontana della Reit, un tragitto facile sulle pendici del monte Reit, la montagna che sovrasta Bormio. 

Nel comune di Sondalo, il sentiero da Fumero a Fontanaccia segue il corso del torrente Rezzalasco e porta tra boschi di abeti rossi fino alla piana di San Bernardo. Qui, si può visitare una pittoresca chiesetta e scoprire una delle valli più suggestive del Parco Nazionale dello Stelvio, La Val di Rezzalo.

Questi sono solo alcuni dei tantissimi trekking sulla neve che puoi fare in Lombardia e, in particolare, in Valtellina. 

Se vuoi ulteriori consigli per organizzare la tua escursione o vuoi conoscere altri itinerari, puoi contattare BormioSki.

Esplorare la Valtellina alla scoperta delle sue storie misteriose

La Valtellina è ricca di leggende, alcune molto curiose, che arricchiscono la cultura locale e attirano molti turisti. Durante un weekend o una vacanza a Bormio e dintorni è possibile fare escursioni per scoprire i luoghi in cui sono nate le tante tradizioni popolari.

Vediamo tre miti davvero particolari, in cui si mescolano storie vere e fantasie che riecheggiano ancora oggi tra le montagne e le valli.

Draghi in Valtellina e Valchiavenna

Un tempo i draghi fecero tappa in Valtellina e Valchiavenna lasciando un'impronta indelebile nella storia locale. Secondo la leggenda, alcuni massi erratici, come il Sas da l'öof che si erge maestoso lungo il sentiero tra Nogaredo e Piazza Caprara nel comune di Samolaco in Valchiavenna, sono in realtà le loro uova pietrificate

Il drago è protagonista anche di un’altra leggenda. Tra le meraviglie della Valtellina, sulla rupe di Roccascissa a Berbenno di Valtellina, si erigeva un importante castello che, nel corso del tempo, passò in eredità a Goffredo De' Capitanei, il quale giurò allo zio che questa fortezza non sarebbe mai stata utilizzata come strumento di oppressione, ma la sua ambizione lo portò a compiere un gesto che avrebbe avuto conseguenze nefaste:

Decise di porre un drago di ferro sulla cima della torre del castello, un chiaro simbolo del suo potere e della sua grandezza.

Tuttavia, la punizione per la sua presunzione non si fece attendere e si rivelò crudele. Il drago, magicamente animato nel frattempo, iniziò a sputare fuoco su chiunque si avvicinasse al castello, compresi gli innocenti. La moglie di Goffredo, purtroppo, finì per essere vittima di un tragico errore, incenerita dalle fiamme del drago.

Le Streghe e i Falò di Ferragosto 

Non tutti sanno perché ogni anno a Ferragosto si accendono falò in Valtellina. La leggenda ci riporta a quando le streghe popolavano questa regione alpina e nelle notti estive si davano appuntamento in un luogo conosciuto come "Acqua di Cofana" o "Cufana", sotto la maestosa cima del monte Pitalone, per fare un sabba intorno ad un grande fuoco.

La situazione cambiò quando un contadino accese molti falò per disorientare le streghe

Nonostante il motivo originale si sia perso nel tempo, la tradizione dei falò estivi è rimasta, circoscritta alla serata del 15 agosto, per simboleggiare la continua difesa contro le insidie delle streghe e la celebrazione della luce che scaccia le tenebre.

La Leggenda dei Konfinà

Una delle leggende più caratteristiche del Bormiese narra la storia dei Konfinà, ovvero i “confinati”. 

Questi sono gli spiriti dei defunti che hanno condotto una vita peccaminosa e che, per la volontà divina, sono condannati a una pena speciale. La loro condanna è quella di rimanere confinati nei luoghi più selvaggi e isolati delle montagne, in cui non fanno altro che battere le rocce con enormi mazze, un'attività senza fine che simboleggia la loro redenzione eterna.

Il loro allontanamento dalle persone serve a tenere lontano il loro spirito maligno. Tuttavia, è importante sottolineare che sono spiriti ancora in pena e che conservano la loro fede cristiana. 

Bormio: una terra affascinante, tutta da scoprire

Le storie raccontate in questo articolo sono solo alcune tra le tantissime che rendono il territorio attorno a Bormio davvero affascinante.

Una vacanza nel bormiese stupisce sia in estate sia in inverno, perché ti permette di scoprire luoghi ed edifici storici, tradizioni e feste locali le cui origini risalgono alla notte dei tempi, la natura che ha ispirato e continua a ispirare leggende.

Le attività che possono riempire le tue giornate sono davvero tantissime e cambiano a seconda della stagione, ad esempio trekking e mountain bike nei mesi più caldi, sport sulla neve in quelli freddi.

Il 31 agosto-1 settembre 2024 riflettori puntati sui ripidi tracciati del Monte Vallecetta.
Bormio ospiterà la quinta della Coppa Italia di downhill che coinciderà con l’ultima prova anche del Trofeo Regione Lombardia – By Husqvarna.

Un evento di alto livello, imperdibile per i fan di questo sport. Con i migliori rider italiani in gara, le discese emozionanti e la splendida cornice delle Alpi, sarà l'occasione per assistere ad un evento spettacolare e adrenalinico.

Il calendario della Coppa Italia di Downhill 2024

Il prestigioso circuito Nazionale della FCI avrà luogo in 6 tappe che si preannunciano ricche di colpi di scena.

locandina coppa italia downhill bormio

Il tracciato della tappa di Bormio

Bormio Ski è una location perfetta per questo tipo di gara, con piste tecniche e impegnative che metteranno alla prova le abilità dei partecipanti.

La tappa valtellinese ricalcherà la traiettoria disegnata da due delle piste più note del Bike Park di Bormio.

Il tracciato che ospiterà la tappa finale di Coppa Italia DH interessa le rinnovate piste Autobahn e Zombie. La prima è un vero e proprio flow trail dalla traccia larga e velocissima con tanto “air time”: panettoni, doppi, shark.
La seconda ha mantenuto alcune sezioni “natural” all’interno del bosco con radici e ostacoli naturali. Non mancano paraboliche e passerelle in legno.
Divertimento e adrenalina a mille fino all’ultimo istante di gara con gli atleti che si cimenteranno in uno spettacolare salto finale prima del traguardo.

Se sei un appassionato di downhill, vieni a tifare la Coppa Italia di Downhill a Bormio e vivi due giorni spettacolari.Oltre alla gara non mancherà il divertimento, con musica, buon cibo e spettacoli a tema.

Appassionato di Downhill? Vieni a provare da noi

Il Downhill è uno sport off-road che sta guadagnando sempre più popolarità.

Questa disciplina offre la possibilità di divertirsi e fare sport d'estate, specialmente al pubblico dei giovani, che possono godere di attività all'aria aperta in modo salutare e trascorrere le vacanze in montagna provando emozioni forti.

Vorresti avvicinarti a questo sport ma non sai da dove iniziare?
Vieni a provare una lezione di downhill sulle piste del Bike Park di Bormio con i nostri istruttori esperti!
Grazie alla loro guida, potrai vivere un'esperienza unica e divertente in mountain bike.

Inoltre non serve portare niente, nel noleggio da Bormio Rental potrai affittare bici casco e protezioni ogni volta che lo desideri.


Non perdere l'opportunità di sfidare te stesso e di scoprire nuove emozioni in uno dei più bei bike park della Lombardia.

Ti aspettiamo!

I piatti tipici della Valtellina sono il frutto di un affascinante connubio tra la ricchezza del territorio e l'antica sapienza culinaria locale. Questa zona, incastonata tra le vette imponenti delle Alpi, offre una gastronomia che si distingue per la sua autenticità e varietà, testimoniando la stretta relazione tra il paesaggio montano e le tradizioni culinarie radicate. 

Continua a leggere questo articolo per scoprire i prodotti enogastronomici valtellinesi che devi assolutamente assaggiare durante la tua prossima visita a Bormio

Cosa mangiare in Valtellina? Scopri i nostri piatti preferiti

Le specialità della Valtellina sono molte e tutte profondamente connesse con il territorio. Primi piatti, formaggi, salumi, dolci, ma anche vini e liquori, fanno della cucina tipica valtellinese un patrimonio gastronomico unico e prezioso.

Vediamo i piatti e i prodotti che devi assolutamente assaggiare durante una tua vacanza a Bormio e dintorni.

I pizzoccheri

I pizzoccheri rappresentano un emblema della tradizione culinaria valtellinese, un piatto robusto e confortante che incarna l'anima della cucina di montagna. 

In pratica, i pizzoccheri sono tagliatelle molto corte, spesse e scure, realizzate con farina di grano saraceno, che vengono servite in un ricco condimento di patate a pezzi, verze o coste, il tutto avvolto in una generosa quantità di formaggio Casera DOP, che si fonde al contatto con la pasta e le verdure calde. 

Una finitura con burro dorato aromatizzato con aglio e salvia completa il piatto, offrendo un sapore profondo e complesso che riscalda il cuore nei mesi invernali. 

Riconosciuti per la loro autenticità con il marchio IGP nel 2016, i pizzoccheri sono una testimonianza vivente della storia e della cultura valtellinese.

Formaggi e salumi

La Valtellina brilla per la sua eccellenza nella produzione di formaggi e salumi, grazie alle sue verdi vallate e al clima ideale. 

Tra i formaggi, il Bitto DOP spicca per il suo sapore dolce e aromatico, un formaggio a pasta cotta e semidura che può contenere una piccola percentuale di latte caprino (10%), prodotto esclusivamente in alpeggio durante i mesi estivi. 

Il Casera DOP, un formaggio semigrasso a media stagionatura, è essenziale nella preparazione dei pizzoccheri e della polenta taragna, contribuendo con la sua texture filante e il suo gusto equilibrato a rendere queste pietanze deliziose. 

Per quanto riguarda i salumi, la Bresaola IGP è il fiore all'occhiello della Valtellina: un salume magro e saporito, ottenuto da carne di bovino accuratamente selezionata, salata e stagionata. 

Bisogna citare, però, un prodotto di nicchia: la Slinzega, un salume valtellinese simile alla bresaola ma con un gusto più deciso, che viene speziato con varie erbe e odori, come alloro, aglio e cannella.

Una persona che affetta un formaggio tipico della cucina valtellinese su un tagliere di legno.

La polenta taragna

La polenta taragna è un piatto simbolo della cucina di montagna valtellinese, una variante ricca e saporita della tradizionale polenta. 

Il nome "taragna" deriva dal "tarel", lo strumento utilizzato per mescolarla energicamente durante la cottura.

Preparata con una miscela di farina di grano saraceno e farina di mais, questa polenta si distingue per il suo colore scuro e il gusto intenso. Durante la cottura, viene arricchita con abbondante burro e formaggio Casera, che si fondono insieme creando una texture cremosa e un sapore irresistibilmente ricco. 

Servita come piatto unico o accanto a carni e salumi, la polenta taragna rappresenta l'essenza della convivialità e del calore familiare.

I dolci

La tradizione dolciaria valtellinese offre delizie uniche che riflettono l'abbondanza e la diversità delle produzioni locali. 

La Bisciola, spesso descritta come la risposta valtellinese al panettone, è un dolce ricco e compatto, pieno di frutta secca come noci, uvetta e fichi secchi, impreziosito dal miele locale. 

Un altro tesoro è la Cupeta, un croccante dolce a base di miele e noci tra due strati di ostia, che un tempo era legato ai festeggiamenti di alcuni santi, mentre oggi la si può mangiare praticamente sempre. 

Non mancano poi le creazioni più semplici ma altrettanto amate, come i Curnat, dolci rustici realizzati con ingredienti basilari come farina, zucchero, burro e uova, spesso serviti con marmellata di frutti di bosco. 

Questi dolci non solo deliziano il palato ma raccontano storie di tempi e tradizioni passate, mantenendo vive le radici culinarie della regione.

Bonus: vino e liquori

La Valtellina è rinomata non solo per la sua cucina ma anche per i suoi vini e liquori, prodotti con passione e dedizione. 

Lo Sforzato di Valtellina DOCG è un vino rosso robusto e strutturato, ottenuto da uve Nebbiolo lasciate appassire per almeno due mesi, che esprime intensità aromatica e complessità di sapori.

Un altro vino di questa zona, come appare evidente dal suo nome, è il Valtellina Superiore DOCG, un rosso elegante e strutturato, con note di frutta rossa, violetta e spezie, ottenuto anch’esso da uve Nebbiolo.

Oltre al vino, è possibile anche degustare un’ampia gamma di grappe distillate da vinacce selezionate, che catturano l'essenza del territorio in ogni sorso, oppure concludere un pasto con un bicchierino di Genepy, un liquore aromatico prodotto con Artemisia Glacialis, noto per il suo gusto intenso e le sue proprietà digestive.

Formaggi e altri piatti tipici valtellinesi su una tavola rustica in legno a lume di candela.

Scopri la cucina tipica valtellinese durante il tuo soggiorno a Bormio

Bormio, oltre ad essere un incantevole borgo immerso nel cuore delle Alpi, è anche una destinazione dove si può scoprire la ricchezza della cucina valtellinese. Questa località si rivela perfetta per una visita in qualsiasi stagione, perché offre sempre esperienze indimenticabili. 

D'inverno, gli impianti sciistici attraggono appassionati da ogni dove, garantendo emozioni uniche su piste di livello mondiale. Ma l'esperienza non finisce qui: dopo una giornata sulle piste, cosa c'è di meglio che rifugiarsi in uno dei molti ristoranti tipici per riscaldarsi con piatti autentici come i pizzoccheri o la polenta taragna?

D'estate, invece, Bormio si trasforma in un paradiso per gli amanti delle passeggiate in alta quota, offrendo scenari mozzafiato e percorsi immersi nella natura. Questi momenti all'aria aperta si concludono idealmente con cene a base dei migliori prodotti locali, dove formaggi, salumi e vini della Valtellina sono i veri protagonisti della tavola.

Visitare Bormio significa immergersi in un'atmosfera dove tradizione e bellezza naturale si fondono perfettamente, regalando giornate e serate indimenticabili. In ogni stagione troverai l'ospitalità valtellinese e la sua eccellente cucina a rendere il tuo soggiorno unico. 

Non perdere l'occasione di scoprire i piatti tipici valtellinesi dopo aver fatto sport all’aria aperta: Bormio ti aspetta tutto l’anno con le sue meraviglie. 

La coperta isotermica è un elemento essenziale per chiunque si avventuri all'aperto, perché offre protezione in condizioni di freddo o caldo estremo. 

Vogliamo condividere importanti informazioni sulla sua struttura, sui materiali con cui è prodotta, sulle funzioni che svolge in un contesto di emergenza. 

Leggendo questo articolo capirai come utilizzare al meglio questo strumento semplice e utilissimo e il suo ruolo durante le escursioni in montagna, sia in inverno che in estate.

Com'è fatta una coperta isotermica? Vediamone le caratteristiche

La coperta isotermica, spesso denominata coperta termica di emergenza o più colloquialmente "metallina", è un dispositivo di sopravvivenza leggero e compatto progettato per fornire isolamento termico in condizioni di emergenza.

La coperta è caratterizzata da due lati distinti, uno dorato e uno argentato, di cui scopriremo gli utilizzi specifici successivamente.

In generale, la sua funzionalità si basa sulla capacità di riflettere il calore corporeo o di proteggere dalle fonti di calore esterne, a seconda della necessità. 

Ma com’è composta esattamente una coperta isotermica?

Materiali e struttura

La coperta d’emergenza è formata da tre strati e altrettanti materiali:

L'integrazione di questi tre materiali nella coperta isotermica crea un dispositivo di emergenza eccezionalmente efficace, capace di offrire protezione vitale in un'ampia gamma di condizioni ambientali. La sua struttura multistrato non solo fornisce isolamento termico ma anche resistenza e versatilità, rendendo la coperta isotermica un elemento indispensabile in ogni kit di sopravvivenza o di primo soccorso.

Uomo appoggiato al bagagliaio di un'auto si prepara per un'attività invernale all'aperto in montagna con una coperta isotermica.

Come si usa la coperta isotermica di emergenza o metallina termica?

L'uso efficace di una coperta isotermica dipende dalla comprensione delle proprietà riflettenti e isolanti dei suoi due lati, uno argentato e l’altro dorato. La scelta di quale lato esporre all'esterno può influenzare significativamente la capacità di resistere al freddo oppure al caldo. 

Ecco come sfruttare al meglio questi lati in situazioni d’emergenza:

Freddo estremo

Per massimizzare la protezione dal freddo, devi usare la coperta con il lato argentato rivolto verso il tuo corpo. Questa configurazione sfrutta la capacità del lato argentato di riflettere il calore del corpo indietro verso di te, minimizzando la perdita di calore per irraggiamento. 

Il lato dorato, in questo caso, è rivolto verso l'esterno, agendo come una barriera aggiuntiva contro la bassa temperatura dell’ambiente.

Avvolgiti completamente nella coperta, assicurandoti di coprire il corpo dalla testa ai piedi. È importante ridurre al minimo gli spazi aperti per evitare la dispersione di calore e trattenere efficacemente quello corporeo all'interno. 

Questa tecnica può essere particolarmente utile in situazioni di emergenza all'aperto o in caso di guasti all'impianto di riscaldamento in ambienti chiusi particolarmente freddi.

Caldo estremo

Nel caso di esposizione a condizioni di caldo estremo, l'utilizzo del telo termico d’emergenza cambia, perché si vuole riflettere il calore esterno lontano dal corpo per mantenere una temperatura corporea più fresca. Per questo scopo, la coperta isotermica deve essere utilizzata con il lato argentato rivolto verso l'esterno

L'alluminio riflette i raggi solari e il calore ambientale, impedendo di surriscaldare la persona, mentre il lato dorato consente la dispersione del calore corporeo

In questo modo, utilizzando la coperta per creare ombra o come barriera riflettente, si può ridurre l'assorbimento di calore e mantenere condizioni più confortevoli sotto il sole battente o in ambienti estremamente caldi.

Perché tenere sempre con sé una coperta di emergenza?

Prima di rispondere alla domanda, vogliamo darti qualche consiglio generale: quando ti prepari per un'escursione in quota, ricordati sempre di controllare le condizioni atmosferiche. Se vuoi passare piacevoli giornate all’aria aperta nel territorio di Bormio, verifica sempre il meteo e metti nello zaino tutti gli strumenti necessari per la tua sicurezza. Inoltre, dai informazioni a qualcuno sul tuo itinerario e previsto orario di ritorno. 

Anche se il clima è mite, porta con te la coperta di emergenza, perché la sua incredibile compattezza e leggerezza la rendono un oggetto quasi impercettibile, ma il suo potenziale di salvataggio è immenso.

Questa semplice precauzione può essere determinante per la sopravvivenza in situazioni di emergenza, offrendo protezione contro il freddo pungente, il vento gelido, il sole diretto

Oltre alla protezione termica, la metallina può essere utilizzata anche come segnale di soccorso (grazie alla sua superficie riflettente), come riparo d'emergenza o addirittura per raccogliere acqua

La coperta isotermica, in questo contesto, è un elemento fondamentale che mostra alti gradi di preparazione e consapevolezza, due qualità indispensabili per chiunque si avventuri in ambienti naturali impegnativi.

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