Dominik Paris vince ancora sulla Stelvio, secondo Innerhofer - di G. Pezzaglia

28/12/2018
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Spettacolo allo stato puro. Trionfo immenso. Fai fatica anche a immaginarlo, sembra difficile addirittura in un sogno. Invece è realtà, straordinaria realtà. Il ghiaccio verde, le lastre lucide, un pendio mozzafiato: c’erano le condizioni per un trionfo è vero, ma metterlo in pratica in gara è tutta un’altra storia. E la storia oggi è stata incisa sul ghiaccio bormino. Più che storia, parliamo di antologia, doppietta da paura con Dominik Paris che concede un tris splendido in discesa Bormio (eguagliando l’austriaco Michael Walchhofer) e anticipa Christof Innerhofer di 36 centesimi.

E con Inner e Domme esulta La Valtellina, Bormio e quella macchina da guerra di Bormio Ski. Valeriano Giacomelli e la sua truppa hanno voluto con forza l’evento, hanno creduto nella magica libera sulla Stelvio. Questa vittoria è la miglior cartolina, il miglior biglietto da visita per la Coppa del Mondo di Bormio.

Paris e Inner: il profilo dei nostri campioni

Due campioni così diversi ma così uguali Innerhofer e Paris.

La tecnica. Paris è potenza, compattezza, scorrevolezza. Innerhofer maestro della tecnica e unico sul pianeta a cesellare le curve sul ghiaccio come se avesse un goniometro sotto i piedi.

Il carattere. Paris più schivo e ruvido. Innerhofer più estroverso e accomodante.

L’atteggiamento. Paris più diretto, senza fronzoli. Innerhofer più calcolatore, commerciale.

Il rapporto con la comunicazione. Paris più sbrigativo. Innerhofer più attento.

Diversi ma tuttavia uguali nella classe, nella carriera sfavillante, nell’appartenere alla magica compagine azzurra della velocità.

Oggi in ricognizione l’atmosfera era diversa. Sarà stato il preludio per questo trionfo, sarà stata l’emozione di sfrecciare sule nevi di casa.
Domme e Inner non staccavano gli occhi dal pendio: memorizzare linee, studiare le rughe del terreno, capire i dossi con una attenzione minuziosa. In rico la luce delle prime ore del giorno splendeva sulle lastre di ghiaccio, dove noi umani stavamo inchiodati con le lamine per non deragliare. Paris e Innerhofer si trascinavano all’arrivo in silenzio, fra dubbi e aspettative, concentrati per preparare il colpo vincente.

E così è stato. Paris è esploso al traguardo. Lui che fa fatica a volte ad esprimere all’esterno la sua gioia non finiva di esultare e abbracciare chi aveva a fianco. «Una tripletta leggendaria, sapevo di essere competitivo, ma questo tris è commovente». Innerhofer se la gode: «Terzo podio stagionale, peccato per qualche errore in zona Ciuk ma ho fatto una grande gara. Complimenti a Paris, oggi è festa per due. Stanco? Di brutto, la Stelvio è sfinente». Stanchi ma felici, una giornata antologica davvero.
A completare il podio bormino a 52 centesimi lo svizzero Beat Feuz.
E poi altre tre italiani a punti: diciannovesimo Matteo Marsaglia, ventitreesimo Emanuele Buzzi davanti a Mattia Casse. Anche le seconde linee azzurre oggi sorridono specchiandosi nel vetro della Stelvio.

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