La pista Stelvio di Bormio è considerata tra le più tecniche e spettacolari a mondo.

Fu inaugurata nel 1982 per la prima edizione delle World Series. Il tracciato ha ospitato due edizioni dei Campionati del Mondo di sci alpino: nel 1985 e vent’anni più tardi, nel 2005. Ha, inoltre, ospitato due finali di Coppa del Mondo, nel 1995 e nel 2008. Dal 1993 al 2013 è stata teatro della discesa libera maschile di Coppa del Mondo.

pista stelvio: discesista pronto al cancelletto di partenza

Aggiudicarsi la discesa libera maschile sulla Stelvio significa scrivere il proprio nome tra i grandi campioni nella storia dello sci alpino.

Sulla Stelvio hanno trionfato sempre grandi talenti come il norvegese Lasse Kjus, il Terminator austriaco Hermann Maier ed i suoi connazionali Andreas Schifferer, Hannes Trinkl, Fritz Stobl e Michael Walchhofer, i fuoriclasse francesi Luc Alphand e Stephan Eberharter, le stelle americane Daron Rahlves e Bodes Miller.

Tra i successi azzurri, ricordiamo quelli recenti di Christof Innerhhofer nel 2008 e Dominik Paris nel 2012. Anche il mitico Alberto Tomba riuscì a vincere sulla Stelvio aggiudicandosi il gigante nelle finali di Coppa del Mondo nel 1995 portandosi a casa anche la sfera di cristallo assoluta e le due specialità dello slalom.

La pista Stelvio: il tracciato di Coppa del Mondo

La partenza è a quota 2.255 m, sopra La Rocca. Il percorso si sviluppa su quasi 3.230 m con un dislivello di 986 m. L’avvio è subito in picchiata e qui diventa fondamentale saper acquisire velocità per non perdere centesimi preziosi. Le prime curve sono subito impegnative e portano al salto La Rocca, dove comincia il bosco di pini, cembri e abeti.

Da qui ci si immette nel canalino Sertorelli, una diagonale di 300 metri dove l’accelerazione è notevole. Segue una stradina di 200 metri, la Fontana lunga, e gli insidiosi curvoni degli Ermellini fino alla diagonale più impegnativa e spettacolare di tutto il tracciato, la Carcentina, che si è rivelata decisiva in molte edizioni della Coppa del Mondo. Al termine della diagonale si raggiungono i prati del Ciuk (1.638 m), un pianoro di circa 100 metri. Da qui si arriva sul muro di San Pietro con un lungo salto toccando i massimi livelli di velocità; qui si registra la maggior pendenza di tutto il tracciato, il 60 %.

La Piana di San Pietro ci porta sul muro finale che inizia con una grande pendenza che non si addolcisce per almeno 200 metri. Qui si viaggia a più di 100 all’ora sino all’ultimo spettacolare salto prima del traguardo in Bormio paese (1.245 m).

Due minuti circa di pura adrenalina.

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